Fino a due giorni fa vivevo una vita, sapevo che fosse transitoria, che presto sarebbe cambiata ma mai così velocemente, tanto da iniziare la settimana con la vecchia e finirla con la nuova...
è come uscire da una centrifuga, ti gira la testa, non sai se riesci a stare in piedi e non vedi più niente; ormai sono cosciente che non si può tornare indietro, che come mi fermo a riflettere vedo che tutto è diverso e devo mettere da parte alcuni miei sogni, alcuni miei sentimenti per pensare al concreto, certo non potevo rifiutare una tale offerta di lavoro solo per mantenermi stretta a un sogno, sarebbe stata pazzia.
Anche se a volte, come adesso, quando sono sola mi sento triste e quasi desidero la stessa pazzia che ho esiliato dai miei pensieri... ora ho un buon lavoro, ma non ho più il mio sogno perché in questa nuova vita non ha spazio per esistere... e mi manca... quanto mi manca!
Forse sono ancora scossa dagli eventi, forse tra qualche settimana avrò chiare le mie priorità, forse riuscirò ad amare questa vita che mi è letteralmente caduta addosso e forse mi dimenticherò finalmente del sogno che da mesi cerco di scacciare...
dovrei essere felice: finalmente posso avere dei progetti
ma sono triste perché ora ho i progetti ma non c'è sogno che colori il mio mondo...
si dice bene: non si può avere tutto...
mi sento triste, troppo triste, scrivere mi è difficile...
Troverò una nuova forza... devo cercarla, purtroppo non ne ho avuto il tempo.
giovedì 24 maggio 2007
martedì 22 maggio 2007
Abitudini...
«Ci si rammarica della perdita delle peggiori abitudini, forse più di ogni altra cosa. Sono in effetti una parte così essenziale della nostra personalità.»"Oscar Wilde"
Eventi Decisivi!
All'improvviso accadono eventi che cambiano ogni prospettiva, ogni progetto del proprio futuro... così stamattina ho avuto un colloquio di lavoro e così da domani inizio a lavorare, tutto all'improvviso, tutto per caso...
ed ora devo sistemare i miei pensieri, sistemare le miei nuove priorità e soprattutto accettare ancora una vita nuova, cambiata, diversa...
sono un po' disorientata e mi serve adesso tenere i piedi ben saldi al terreno...
ed ora devo sistemare i miei pensieri, sistemare le miei nuove priorità e soprattutto accettare ancora una vita nuova, cambiata, diversa...
sono un po' disorientata e mi serve adesso tenere i piedi ben saldi al terreno...
lunedì 21 maggio 2007
Tristezza: Emilia non esiste più...
Quanto sono cambiata? tanto da non riconoscermi!?
Dov'è Emilia? Dove sono? non mi vedo...
è inutile continuare a fingere di essere la stessa, non lo sono e devo accettare che i vecchi sogni non esistono più...
Non dico certo che mi mancherà felicità, ci sarà come ci saranno le tristezze, è la vita che continua comunque, ma con un sentiero diverso...
sono forte, imbattibile, sono dura come l'acciaio, forse troppo... troppo dura, rivestita di tutte mie maschere per rendermi inaccessibile... la verità è che legarmi a qualcuno mi terrorizza, non voglio amare nessuno, potrei far soffrire...
E in più non esiste uomo col coraggio di affrontare una donna come me, quelli che erano i miei sogni sono adesso il mio incubo peggiore, come riuscire a non farmi avere paura...
Non esiste... e io smetto di cercare, consapevole di essere rovinata nel pensiero per sempre...
...con me si hanno solo problemi quindi lasciatemi stare...
Emilia non esiste più!
Dov'è Emilia? Dove sono? non mi vedo...
è inutile continuare a fingere di essere la stessa, non lo sono e devo accettare che i vecchi sogni non esistono più...
Non dico certo che mi mancherà felicità, ci sarà come ci saranno le tristezze, è la vita che continua comunque, ma con un sentiero diverso...
sono forte, imbattibile, sono dura come l'acciaio, forse troppo... troppo dura, rivestita di tutte mie maschere per rendermi inaccessibile... la verità è che legarmi a qualcuno mi terrorizza, non voglio amare nessuno, potrei far soffrire...
E in più non esiste uomo col coraggio di affrontare una donna come me, quelli che erano i miei sogni sono adesso il mio incubo peggiore, come riuscire a non farmi avere paura...
Non esiste... e io smetto di cercare, consapevole di essere rovinata nel pensiero per sempre...
...con me si hanno solo problemi quindi lasciatemi stare...
Emilia non esiste più!
domenica 20 maggio 2007
La Forza della Ragione
"Stavolta non mi appello alla rabbia, all'orgoglio, alla passione. Mi appello alla Ragione. E insieme a Mastro Cecco che di nuovo sale sul rogo acceso dall'irragionevolezza ti dico: bisogna ritrovare la Forza della Ragione.""Oriana Fallaci"
Amore che vieni, amore che vai
Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
"Fabrizio de André"
sabato 19 maggio 2007
Amori
Molto e a lungo ho sopportato; i tuoi difetti hanno vinto la mia pazienza.
Via dal mio cuore stanco, vergognoso amore!
Si, mi sono ormai liberato e sottratto alle catene,
e ciò che non mi vergognai di sopportare, mi vergogno di aver sopportato.
Ho vinto e calpesto l'amore sconfitto;
il mio capo ha messo le corna, benché tardi.
Persevera e resisti, un giorno questo dolore ti gioverà:
spesso un succo amaro ha giovato agli infermi.
Dunque ho sofferto, respinto così spesso dalla tua porta,
che il mio corpo di uomo libero giacesse sulla dura terra?
Dunque per uno qualsiasi, tenuto stretto fra le tue braccia,
ho vegliato come uno schiavo, davanti alla casa serrata?
Ho visto l'amante uscire stremato dalla tua porta,
con i fianchi sfiniti e ormai privi di energia.
Ma ciò è meno grave dell'essere stato visto da lui.
Accada ai miei nemici tale vergogna!
Quando mai non ti sono stato pazientemente attaccato al fianco,
io tuo custode, marito e compagno? Sì,
anche agli altri piacevi perché ti accompagnavo io:
il nostro amore fu a molti causa di amore.
Perché ricordare le turpi menzogne della tua lingua falsa,
e gli Dei spergiurati a mio danno? Perché ricordare
i cenni silenziosi dei giovani durante i conviti
e le parole scambiate dissimulandole sotto segni convenzionali?
Mi avevano detto che eri malata: mi precipitai forsennato;
arrivai, e per il mio rivale non eri malata.
Ho resistito a sopportare questo e altro che taccio.
Cercane un altro che voglia sopportare in mia vece questi affronti.
Ormai la mia nave adorna della corona votiva
ascolta noncurante le gonfie onde del mare.
Smetti di sprecare carezze e parole in passato potenti:
non sono più lo stolto che ero prima.
Lottano e tendono in opposte direzioni il mio cuore insicuro
amore e odio, ma penso che vincerà l'amore.
Odierò, se potrò, altrimenti amerò mio malgrado:
neanche il toro ama il giogo, ma porta ciò che odia.
Fuggo dalla perfidia, dalla fuga mi richiama la bellezza;
detesto la perversità dei costumi, ma amo il tuo corpo:
così non posso vivere né senza di te né con te,
e mi sembra di essere inconsapevole dei miei desideri.
Vorrei che fossi meno bella o meno malvagia:
non si addice a così perversi costumi tanta bellezza.
Le tue azioni meritano l'odio. il tuo volto strappa l'amore.
Me infelice, ella è più forte dei suoi vizi.
Perdona per i comuni diritti del nostro letto,
per tutti gli Dei che spesso ti di offrono perché tu li inganni,
per il tuo volto che per me è come una grande divinità,
per i tuoi occhi che hanno affascinato i miei!
Comunque sarai, sarai sempre mia; soltanto scegli
se vuoi che anch'io ti voglia amare o vi sia costretto.
Preferirei veleggiare con venti propizi,
così d'amarti per consenso e non per forza.
Via dal mio cuore stanco, vergognoso amore!
Si, mi sono ormai liberato e sottratto alle catene,
e ciò che non mi vergognai di sopportare, mi vergogno di aver sopportato.
Ho vinto e calpesto l'amore sconfitto;
il mio capo ha messo le corna, benché tardi.
Persevera e resisti, un giorno questo dolore ti gioverà:
spesso un succo amaro ha giovato agli infermi.
Dunque ho sofferto, respinto così spesso dalla tua porta,
che il mio corpo di uomo libero giacesse sulla dura terra?
Dunque per uno qualsiasi, tenuto stretto fra le tue braccia,
ho vegliato come uno schiavo, davanti alla casa serrata?
Ho visto l'amante uscire stremato dalla tua porta,
con i fianchi sfiniti e ormai privi di energia.
Ma ciò è meno grave dell'essere stato visto da lui.
Accada ai miei nemici tale vergogna!
Quando mai non ti sono stato pazientemente attaccato al fianco,
io tuo custode, marito e compagno? Sì,
anche agli altri piacevi perché ti accompagnavo io:
il nostro amore fu a molti causa di amore.
Perché ricordare le turpi menzogne della tua lingua falsa,
e gli Dei spergiurati a mio danno? Perché ricordare
i cenni silenziosi dei giovani durante i conviti
e le parole scambiate dissimulandole sotto segni convenzionali?
Mi avevano detto che eri malata: mi precipitai forsennato;
arrivai, e per il mio rivale non eri malata.
Ho resistito a sopportare questo e altro che taccio.
Cercane un altro che voglia sopportare in mia vece questi affronti.
Ormai la mia nave adorna della corona votiva
ascolta noncurante le gonfie onde del mare.
Smetti di sprecare carezze e parole in passato potenti:
non sono più lo stolto che ero prima.
Lottano e tendono in opposte direzioni il mio cuore insicuro
amore e odio, ma penso che vincerà l'amore.
Odierò, se potrò, altrimenti amerò mio malgrado:
neanche il toro ama il giogo, ma porta ciò che odia.
Fuggo dalla perfidia, dalla fuga mi richiama la bellezza;
detesto la perversità dei costumi, ma amo il tuo corpo:
così non posso vivere né senza di te né con te,
e mi sembra di essere inconsapevole dei miei desideri.
Vorrei che fossi meno bella o meno malvagia:
non si addice a così perversi costumi tanta bellezza.
Le tue azioni meritano l'odio. il tuo volto strappa l'amore.
Me infelice, ella è più forte dei suoi vizi.
Perdona per i comuni diritti del nostro letto,
per tutti gli Dei che spesso ti di offrono perché tu li inganni,
per il tuo volto che per me è come una grande divinità,
per i tuoi occhi che hanno affascinato i miei!
Comunque sarai, sarai sempre mia; soltanto scegli
se vuoi che anch'io ti voglia amare o vi sia costretto.
Preferirei veleggiare con venti propizi,
così d'amarti per consenso e non per forza.
"Ovidio" Amori - Libro Terzo, capitolo XI
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